FIFA World Cup | Argentina - Islanda, si parte con un pari. Ancora 1-1. Ancora una grande partita

Ennesimo pari all'esordio
16.06.2018 18:40 di Mattia Giodice Twitter:    Vedi letture
I ragazzi esultano al goal
I ragazzi esultano al goal

Nel pomeriggio odierno, la nazionale maschile islandese guidata dal commissario tecnico Heimir Hallgrímsson è scesa in campo all'Otkrytie Arena di Mosca, casa dello Spartak Mosca, per la prima storica partita nel Gruppo D dei Mondiali contro l'Argentina.

Una grandissima prestazione dei "Strákarnir Okkar", che con tanto cuore e carattere sono riusciti a bloccare ogni varco "Albiceleste". 

L'incontro, dopo cinque minuti di recupero oltre il 90°, è terminato 1-1.

Lo mettiamo subito in chiaro. Non si tratta di una partita fotocopia dell'esordio a Euro 2016 contro il Portogallo, ma siamo molto vicini a quanto successo in Francia due anni fa.

L'Islanda ha iniziato subito molto forte, con Kári Árnason e Ragnar Sigurðsson sulla linea di metà campo durante il calcio d'inizio per sfondare con un lancio lungo in avanti.

Un pressing asfissiante dei quattro offensivi islandesi contro la retroguardia argentina, ha portato nei primi istanti ad una buona palla goal sui piedi di Gylfi Þór Sigurðsson

L'Argentina, con i suoi quattro difensori e due mediani, ha cercato più volte di liberare movimenti di Lionel MessiSergio Agüero con un possesso palla ragionato e, in parte, preciso, ma sterile, con ogni giocatore islandese a uomo sull'avversario e pronto ad intercettare i pochi palloni filtranti di Javier MascheranoLucas Biglia.

Al 9° minuto, un buon colpo di testa con visuale oscurata di Nicolás Tagliafico, su un calcio di punizione di seconda, termina fuori la porta difesa da Hannes Þór Halldórsson

È nel contropiede seguente il primo squillo islandese. 

Kári Árnason lancia lungo per Alfreð Finnbogason, ma l'attaccante dell'Augsburg è troppo defilato sulla destra e non riesce ad indirizzare bene la sfera verso la porta. 

Probabilmente, Marcos Rojo avrebbe potuto leggere meglio l'azione e andare in chiusura, ma anche Willy Caballero ha accennato un'uscita che non è avvenuta. 

Al rinvio, proprio i due argentini hanno un malinteso e regalano palla all'Islanda, seppur contrastati dalla pressione di Gylfi Þór Sigurðsson.

L'azione inaspettata si svolge in maniera confusionaria, la palla finisce sui piedi di Birkir Bjarnason che da buona posizione conclude di poco a lato. 

Il monologo non cambia, le squadre non si scompongono e la sfida procede senza particolari sussulti.

L'Islanda è brava a fare interdizione a centrocampo, l'Argentina meno a trovare le punte, ma la qualità di palleggio cresce.

Poco prima del 20°, sempre Marcos Rojo si porta in avanti, vede Sergio Agüero sfuggire ai centrali islandesi, lo serve e l'attaccante del Manchester City si gira in un fazzoletto e riesce a battere l'incolpevole Hannes Þór Halldórsson.

Passano tre minuti e Lionel Messi prova una conclusione dal limite, cercando il raddoppio, ma il portiere del Randers è attento.

L'Islanda non si scompone, la partita è pressoché identica. 

L'Argentina, immaginiamo, avesse fretta di sbloccarla, con l'idea di far uscire fuori gli islandesi e colpirli su eventuali spazi vuoti. 

Tuttavia, se questo fosse il piano, non è riuscito.

Al 23°, su un cross dalla destra, Hörður Björgvin Magnússon arriva puntuale sul secondo palo, ma l'ex Juventus è indeciso fino all'ultimo se crossare o tirare e ne esce un assist per Gylfi Þór Sigurðsson che riesce a concludere, Willy Caballero non trattiene, e per Alfreð Finnbogason, appostato al posto giusto nel momento giusto, è un gioco da ragazzi metterla in rete. 

Il match prosegue con un'Argentina stordita, ma ammucchiata in avanti alla ricerca del nuovo vantaggio.

Arrivano alcune conclusioni che impensieriscono poco o nulla l'estremo difensore islandese.

Mentre le due squadre si avviavano, così, all'intervallo, proprio ad un minuto dal 45°, Gylfi Þór Sigurðsson riesce a superare i difensori argentini con un bel dribbling, ma conclude debolmente e Willy Caballero non ha problemi.

Nella seconda frazione, l'Islanda ha delle discrete situazioni per poter arrivare a concludere, ma è soprattutto l'Argentina a cercare di rendersi pericolosa.

Chiaramente, non parliamo di vero e proprio assedio, ma ci sono stati dei momenti in cui i tifosi islandesi hanno tremato.

Il primo di questi, cinque minuti dopo lo scoccare dell'ora di gioco. 

Lionel Messi mette un pallone invitante in mezzo, favorendo l'inserimento di Maximiliano Meza.

L'ala dell'Independiente va a contrasto con Hörður Björgvin Magnússon e per Szymon Marciniak è calcio di rigore.

Dal dischetto ci va proprio il fuoriclasse del Barcellona, ma Hannes Þór Halldórsson è attento e riesce a respingere la conclusione calciata sulla sua destra, come solitamente non accade per un mancino che non sia Lionel Messi.

L'Argentina inizia ad accusare il contraccolpo psicologico.

Sempre il numero dieci calcia una punizione alta al 72° e iniziano a mancare le idee.

Nei tre minuti successivi, capitan Aron Einar Malmquist Gunnarsson mostra segni di cedimento. Un recupero a tempi record, dove si prevedeva che non avesse i 90 minuti nelle gambe, venendo sostituito da Ari Freyr Skúlason.

Solo dieci minuti prima, Jóhann Berg Guðmundsson aveva accusato un problema di cui ancora non ne conosciamo l'entità e aveva lasciato il campo in favore di Rúrik Gíslason.

Quest'ultimo, collocato regolarmente a destra, ha scambiato la posizione con Ari Freyr Skúlason al suo ingresso, portando Birkir Bjarnason ad affiancare Emil Hallfreðsson nel mezzo.

All'82°, dopo che la FIFA aveva appena comunicato il dato sugli spettatori paganti, 44190, Lionel Messi, rigore a parte, ha la prima vera grande chance della sua partita, ma la sfera finisce a lato di poco.

Passano due minuti e Cristian Pavón, che aveva sostituito Ángel Di María, mette un pallone insidioso in area, la sfera non la colpisce nessun giocatore di movimento e diventa un pericoloso tiro in porta, ma Hannes Þór Halldórsson è strepitoso.

Prima del recupero, Alfreð Finnbogason lascia il campo a Björn Bergmann Sigurðarson

C'è spazio solo per un'altra opportunità capitata sul destro di Lionel Messi, ma il tiro è indirizzato sopra la traversa.

In realtà, due. Qui, un'altra similitudine con la sfida contro i lusitani.

Lionel Messi, come Cristiano Ronaldo, ha al 94° l'occasione per portare sul 2-1 i suoi, sempre su punizione.

Anche lui, però, conclude sulla barriera e Szymon Marciniak decreta la fine.

Dunque, l'Islanda riesce a strappare un onorevole primo storico punto contro una delle nazionali che, seppur qualificata sul rotto della cuffia nel proprio girone sudamericano, è una delle favorite alla vittoria finale. 

Un capolavoro tattico del CT, un grande spirito di sacrificio e prova di carattere per i suoi giocatori. 

Si parte bene, si può guardare con fiducia alle prossime due partite, indipendentemente da come finirà stasera tra Croazia e Nigeria, e la gente può continuare a sognare e credere in un altro grande risultato di questi ragazzi. 

Perché similitudini con il Portogallo?

• Uno dei due giocatori più forti al mondo non ha passato una giornata di grazia.

• L'Islanda in maglia bianca ha impattato per 1-1, dopo essere stata in svantaggio, da sfavorita secondo i bookmakers.

• I minuti dei goal sono differenti e i marcatori idem, ma la sfida si conclude con una punizione sulla barriera dopo un recupero extra.

• La prima grande occasione dell'incontro è stata marchio di fabbrica islandese.

L'Islanda ripeterà lo stesso cammino fatto in Francia?

• Lo scopriremo nelle prossime settimane, ma se così fosse dovrebbero essere felici anche in Argentina, considerando il percorso del Portogallo due anni fa. 

Di seguito, il tweet riassuntivo della KSÍ.