Algarve Cup 2018 | Giappone - Islanda, beffa nel finale per le ragazze di Freyr Alexandersson

Sfortunata deviazione all'86°
02.03.2018 19:14 di Mattia Giodice Twitter:    Vedi letture
Viggósdóttir in nazionale
Viggósdóttir in nazionale
© foto di Hafliði B. - Fótbolti.net

Alle 16:25 ora italiana, la nazionale islandese guidata dal commissario tecnico Freyr Alexandersson è scesa in campo per il secondo match nel Gruppo C dell'Algarve Cup 2018, contro il Giappone vice - campione del mondo.

L'incontro si è disputato al Bela Vista Municipal Stadium di Parchal, dopo il pareggio a reti bianche all'esordio con la Danimarca al Lagos Municipal Stadium di Lagos (CLICCA QUI).

A differenza di mercoledì scorso, oggi è arrivata una rocambolesca sconfitta per 2-1.

Il vento che ha condizionato le due squadre nella prima sfida, si è fatto sentire anche oggi per buona parte degli ultimi venti minuti del primo tempo, ma andiamo con ordine.

Poco dopo il calcio d'inizio, si è subito avuta la sensazione di incontrare una squadra molto arrabbiata, che aveva voglia di rifarsi dai sei goal subiti contro l'Olanda e ha comandato il gioco con un buon possesso palla.

Di contro, le giovani islandesi impiegate da Alexandersson hanno saputo resistere e controbattere ogni colpo, aiutate anche da Guðbjörg Gunnarsdóttir in vero e proprio stato di grazia.

Se nelle prime battute, l'estremo difensore islandese ha saputo rispondere presente o le giapponesi non hanno saputo calibrare la mira, al quarto d'ora di gioco Yuika Sugasawa ha tagliato in due la difesa delle "Stelpurnar Okkar", dopo un lancio da dietro, ha scavalcato Gunnarsdóttir con una Ingibjörg Sigurðardóttir che nulla ha potuto in corsa, pur salvando la sfera dal toccare la rete.

Le immagini, infatti, sembrerebbero confermare la decisione della terna arbitrale.

L'Islanda ha giocato un primo tempo di grande attenzione difensiva, trovando delle avversarie agguerrite. Una partita di grande carattere, dove Guðný Árnadóttir è cresciuta minuto dopo minuto e Sigurðardóttir ha interpretato il match nel migliore dei modi, come ormai è al suo solito.

Proprio Sigurðardóttir, contrariamente a quanto mostrava la grafica della KSÍ, ha giocato sul centro - destra, mentre Anna Björk Kristjánsdóttir è ritornata sul centro - sinistra.

All'Islanda, nei primi quarantacinque minuti, è mancata soprattutto la fase conclusiva dell'azione, anche perché, nonostante un Giappone molto più in partita, non erano rari gli errori tecnici dovuti alla foga agonistica di chiudere presto la pratica.

Non è un caso che l'unica azione degna di nota ha portato la firma di Andrea Rán Snæfeld Hauksdóttir su un calcio di punizione dalla sinistra, dal risultato di un mezzo - tiro cross.

Nella ripresa, è successo quasi tutto il contrario di quanto vi abbiamo appena raccontato.

Vero, che le giapponesi hanno avuto due chiare occasioni da rete dove Gunnarsdóttir è stata fenomenale, ma l'Islanda in fase offensiva è stata molto più creativa e ha gestito le azioni in maniera armoniosa e ragionata.

Gli ingressi di Glódís Perla Viggósdóttir e Agla María Albertsdóttir hanno dato più vivacità, ma soprattutto la scossa necessaria.

Capitan Sara Björk Gunnarsdóttir e Rakel Hönnudóttir sono entrate all'esatto scoccare dell'ora di gioco, hanno creato un paio di buone azioni, ma a quindici minuti dalla fine arriva l'episodio che ci voleva.

Mischia su corner, Viggósdóttir è brava a liberarsi e a concludere di destro trovando spiazzata la retroguardia giapponese.

La partita prende una buona piega, l'Islanda riesce a pungere ancora, ma sembrava molto più giusto concludere con un pareggio, dato che entrambe le squadre hanno saputo interpretare l'incontro al meglio, dividendosi i due tempi.

Sfortunatamente, a quattro dalla fine, ancora su calcio d'angolo, questa volta in favore delle avversarie, Rumi Utsugi riesce ad arrivare di testa e, complice la deviazione di Anna Björk Kristjánsdóttir, trova la rete del nuovo vantaggio. 

Si conclude così una sfida giocata con grande carattere, che però non è bastato.

L'Algarve Cup serve all'Islanda per provare sempre nuove soluzioni e guardare alla performance in vista degli appuntamenti che assegnano dei posti utili a competizioni di un certo rilievo, e questo obiettivo finora ci sembra centrato, tenendo presente che mancano ancora 180 minuti.