Sara Björk Gunnarsdóttir alla FIFA: "Quando avevo vent'anni, ho risposto ai media che volevo diventare la miglior centrocampista del mondo"

La stella della nazionale femminile islandese ha discusso di vari temi alla FIFA.
22.05.2020 14:00 di Mattia Giodice Twitter:    Vedi letture
Fonte: FIFA.com
Sara Björk con la nazionale
Sara Björk con la nazionale

Attualmente, la centrocampista Sara Björk Gunnarsdóttir è, senza ombra di dubbio, la giocatrice islandese più influente.

Ciò è confermato anche dalla FIFA, che l'ha contattata per parlare anche e non solo del suo libro "Óstöðvandi", in italiano "Inarrestabile", pubblicato nel novembre 2019.

"Sono stata eletta sportiva dell'anno in Islanda, nel 2018", ha dichiarato, per poi aggiungere: "È uno dei più grandi riconoscimenti che puoi ricevere come sportivo, in Islanda. È un premio rivolto a tutti gli sport, donne e uomini possono vincerlo. È stato un grande onore" (CLICCA QUI).

"Successivamente, ho ricevuto un messaggio da Magnús (Örn, ndr) Helgason, che ha scritto il libro. Mi ha detto che era il momento giusto per raccontare la mia storia. Non sono anziana, ma ho esperienza e ho fatto molto nella mia carriera. Ne ho anche passate molte. Quindi, pensavo di avere una storia da raccontare a cui molte persone, non solo le giocatrici, potevano relazionarsi. Questa era la ragione per cui volevo condividere la mia storia.", ha commentato riferendosi a Óstöðvandi.

Nel suo libro, Sara Björk ha descritto come è passata dall'essere una ragazza di una cittadina islandese, Hafnarfjörður, terza città dell'isola per grandezza, dopo la capitale Reykjavík e Kópavogur, ma, in ogni caso, con meno di 30000 abitanti, a una delle migliori giocatrici della FLYERALARM Frauen-Bundesliga.

"Per me si è trattato più delle lotte e delle battute d'arresto, ad avermi reso quella che sono oggi.", ha spiegato la ventinovenne.

Il personaggio che sono, come mi pongo e come essere umano. Sono stata infortunata per due anni. Prima una rottura del legamento crociato e poi un osso della coscia fratturato. Onestamente, non pensavo che avrei giocato di nuovo a calcio.", ha detto, continuando: "Molto (del libro, ndr) parla di questi contrattempi, di cosa ho dovuto affrontare e di come sono arrivata al punto in cui sono oggi. Riflette anche un po' nella mia vita privata. Parlo di ansia nel calcio, di come la passione può influenzare te e il modo in cui l'ho gestita. Alla fine del libro, dico che sono davvero orgogliosa di essere la persona che sono oggi, per il mio successo, ma principalmente per i miei problemi e per come li ho gestiti".

La FIFA ha fatto riferimento al fatto che queste parole di Sara Björk chiariscono perché ha scelto "Inarrestabile", come titolo del suo libro.

Apparentemente, non avrebbe lasciato che qualcuno o qualcosa la trattenessero.

Anche da piccola voleva sempre vincere, che si trattasse di giocare a carte o a calcio, e quando gli altri pensavano che non potesse fare qualcosa, questo la stimolava ancora di più.

"Sono sempre stata in competizione con me stessa. Volevo vedere fino a che punto potevo arrivare a spingermi. Dopo i miei infortuni, il mio obiettivo era non provare più dolore e giocare di nuovo. Un anno dopo, ho raggiunto l'Under 17, l'Under 19 e la nazionale maggiore, tutte nella stessa stagione, e ho pensato: 'Wow, ora potrei davvero pormi degli obiettivi'.", ha risposto.

Non a caso, ha poi detto: "Quando avevo vent'anni, ho risposto ai media che volevo diventare la miglior centrocampista del mondo. Molte persone, probabilmente, hanno semplicemente riso. Io, invece, ho sempre avuto tanta fiducia in me stessa e la mia mentalità mi ha portato dove sono oggi.", cioè al Wolfsburg.

È arrivata in Germania nel 2016 e, la stella della nazionale, è, finora, l'unica giocatrice dell'isola ad aver disputato una finale di UEFA Women's Champions League quando, nel medesimo anno, affrontò l'Olympique Lyonnais al Valeriy Lobanovskyi Dynamo Stadium di Kiev, nonostante la sua partita, però, durò solo 57 minuti, prima di essere sostituita da Marie-Joelle Wedemeyer, per infortunio.

In quel momento, l'incontro era inchiodato sullo 0-0, ma l'OL ebbe la meglio nei tempi supplementari per 1-4, aggiudicandosi la manifestazione.

OL da lei affrontato anche nei quarti di finale del 2017 e del 2019, venendo eliminata in entrambe le occasioni e, in tutte le circostanze in cui hanno incontrato la squadra in questione, che ha avuto la meglio, sono sempre diventate campionesse d'Europa, un titolo che non sfugge alle francesi da quattro anni.

Squadra tra le più forti al mondo, insieme alle stesse teutoniche, dove potrebbe accasarsi nella prossima stagione, per sostituire la probabile partente Dzsenifer Marozsán (CLICCA QUI), come confermato in un'intervista concessa a Stöð 2 Sport, la scorsa settimana, nel corso della trasmissione "Sportið í dag", quando la numero sette rivelò che l'OL era in contatto con lei già da due anni.

"È un grande onore vedersi associate all'Olympique Lyonnais e posso dire che loro si sono messi in contatto con me negli ultimi due anni e hanno manifestato molto interesse.", disse Sara Björk.

Vale anche la pena ricordare che l'Olympique Lyonnais è l'unico club ad aver fermato il Wolfsburg in Europa, perlomeno nel periodo in cui Sara Björk è stata con le "Die Wölfinnen", e lo sarà ancora per qualche mese, in Bassa Sassonia, dove è arrivata nel 2016 e ha conquistato tre FLYERALARM Frauen-Bundesliga e tre DFB-Pokal der Frauen consecutive, dopo quattro OBOS Damallsvenskan, una Svenska Cupen damer e quattro Svenska Supercupen in Svezia, con la maglia del Rosengård, attuale club di Glódís Perla Viggósdóttir.

"Questo (l'Olympique Lyonnais, ndr) è uno dei migliori club al mondo ed è un grande onore. Allo stato attuale, non posso confermare nulla, ma spero che nelle prossime settimane uscirà qualcosa.", concluse.

Ha lasciato l'Islanda nel 2010, dopo aver indossato le maglie di Haukar, fino al 2007, e Breiðablik, realizzando trentanove goal in settantacinque incontri ufficiali.

Sara Björk ha collezionato anche quattro gettoni in Under 16 e tredici con quattro reti in Under 19, oltre a centotrentuno presenze all'attivo con venti centri in nazionale maggiore.

"È un bel sollievo poter giocare di nuovo. Sarà un periodo molto intenso, fino alla fine di giugno, ma ci siamo allenate molto. Abbiamo iniziato di nuovo ad allenarci in gruppo e siamo tutte pronte. Siamo tutte professioniste e abbiamo svolto tutti i nostri compiti. Mi sento bene, mi sento pronta e questo vale anche per le mie compagne di squadra. Mi manca solo stare con la squadra negli spogliatoi e prendere la palla nelle mie mani.", ha raccontato, sempre alla FIFA.

"In questa occasione, sono davvero riuscita a capire quanto mi manca, quanto mi manca giocare. Mi sono sentita come una bambina, nella nostra prima sessione di allenamento insieme. Sono grata di poter riprendere a giocare. Ovviamente, voglio finire quest'anno con il Wolfsburg vincendo alcuni titoli e le restanti partite. È stato un momento emozionante con il campionato, la coppa e la Champions League. Ora le cose sono cambiate un po'. Speriamo di poter finire bene il campionato e la coppa. L'obiettivo è quello di concludere il mio periodo al Wolfsburg con due titoli, quest'anno. Sarebbe fantastico.", ha chiuso.

Dato il titolo del libro e la sua visione della vita, è difficile immaginare che Sara Björk non raggiunga i suoi obiettivi, secondo la FIFA.