Albert Sigurður Guðmundsson, la Perla Bianca, primo calciatore islandese d’Italia

16.02.2018 22:50 di Manuel Musino Twitter:    Vedi letture
Fonte: www.comunquemilan.it
Albert Sigurður Guðmundsson
Albert Sigurður Guðmundsson

Una voce su Wikipedia, qualche bell’articolo su siti nostalgici. Non sono in molti a conoscere la storia di Albert Sigurður Guðmundsson, per gli amici Sig. Sig potrebbe esse un calciatore come tanti, una meteora da poche presenze e ancora meno gol con la maglia del Milan poco dopo la fine della seconda grande guerra. Ma non è così. Perché Guðmundsson  è stato il primo giocatore islandese della storia del campionato italiano, probabilmente il primo scandivano e forse anche il primo calciatore professionista del suo paese.

Monsieur Albert, in patria giocava nel Valur, ed il campionato era composto da appena cinque squadre. Si trasferì nel 1944 in Scozia per studiare ingegneria navale, ma contemporaneamente arrivò un primo ingaggio nei Rangers. Da lì iniziò per Albert un continuo peregrinare, che lo porterà prima all’Arsenal e poi in Francia, al Nancy, dove non essendoci lo stesso tasso tecnico inglese, potrà dare sfoggio delle sue qualità. Si arrivò così al 1948, e al Milan sbarcò Paddy Sloan, un irlandese diventato amico di Guðmundsson ai tempi di Londra. E proprio Sloan segnalò Hvita Perla, la Perla Bianca, ai dirigenti rossoneri  che, effettivamente, lo portarono a Milano.

Il debutto del giovane islandese avvenne il 3 ottobre di quell’anno contro l’Atalanta. La forma non era di certo delle migliori, ma Sig riuscì comunque a segnare uno dei gol che portarono al successo i diavoli per 3-0. Purtroppo però Monsieur Albert non si adattò mai completamente al nostro campionato, nonostante l’intelligenza tattica che lo contraddistingueva. A fine stagione, le presenze furono appena 14 e i gol soltanto 2. In più,  Sig, si infortunò gravemente al ginocchio, e il Milan non sembrava intenzionato ad occuparsi di lui per una veloce guarigione. In realtà neanche lui sembrava molto entusiasta dell’avventura e fece così ritorno in Francia, dove oltre al calcio si dedicò all’imprenditoria.

Tornato in patria, tra la fine degli anni 70 e gli anni 80 si diede alla politica con successo, legandosi al partito conservatore e ricoprendo gli incarichi di Ministro delle Finanze prima e dell’Industria poi. Si ritirò dalla scena politica a causa di una brutta storia di crack finanziari, scomparendo nel 1994. Ma questa è un’altra storia. Noi preferiamo ricordare le gesta della perla bianca sul campo, e forse anche gli islandesi, visto che ancora oggi un pub porta il suo soprannome.