Road To France | Islanda - Germania, la doppietta di Svenja Huth complica o rimanda la qualificazione?

Una buona Islanda viene sconfitta dalla Germania
01.09.2018 19:00 di Mattia Giodice Twitter:    Vedi letture
Hallbera Guðný tra le migliori
Hallbera Guðný tra le migliori

Da pochi istanti si è concluso il match valido per la settima giornata del Gruppo 5 di qualificazione ai Mondiali, dove la nazionale femminile islandese guidata dal commissario tecnico Freyr Alexandersson ha ospitato al Laugardalsvöllur di Reykjavík la quotata Germania.

L'impianto della capitale ha registrato il tutto esaurito e le "Stelpurnar Okkar" avevano la grande occasione per poter staccare il pass verso la Francia con novanta minuti d'anticipo, qualora avessero ottenuto bottino pieno come a Wiesbaden.

Sfortunatamente, però, ad avere la meglio nella gara odierna sono state le teutoniche, che si sono imposte con il risultato di 0-2.

Occorre dire che l'Islanda ha disputato una buona prestazione, ha pressato a tutto campo le avversarie fin dal primo minuto e ha reso ingiocabile tutto il primo tempo alle palleggiatrici della Germania

La disposizione in campo data da Freyr ha visto Selma Sól Magnúsdóttir nelle tre in avanti, con Rakel Hönnudóttir subito dietro. 

la prima punta era regolarmente Berglind Björg Þorvaldsdóttir per cercare di fare il cosiddetto "gioco sporco" con la retroguardia ospite. 

L'intento è riuscito per buona parte della prima frazione, con l'Islanda che non creava pericoli verso la porta di Almuth Schult, ma allo stesso tempo non subiva nulla, o quasi. 

Questo è dovuto da un buona coesione nei reparti di difesa e centrocampo, dove le due linee strette impedivano il fraseggio. 

All'11° minuto, Sara Däbritz ha ricevuto un cross basso dalla sinistra che ha raccolto e scaricato dal limite dell'area di rigore verso Guðbjörg Gunnarsdóttir, ma la sfera si è infranta sulla traversa per l'unico reale pericolo della prima frazione, fino al momento del goal.

Nel capovolgimento di fronte, durante il consueto Víkingaklappið come da prassi al 12° minuto, Hallbera Guðný Gísladóttir è arrivata puntuale su un pallone spazzato fuori dalla difesa tedesca, dopo una mischia in area, ma il suo potente mancino è terminato di poco alto. 

La gara è proseguita come era iniziata, quindi molto bloccata, tattica e con una serie di rimesse laterali lunghe di Sif Atladóttir che sono sempre un mantra e una delizia per chi ama il calcio islandese. 

Intorno alla mezz'ora, ci prova dalla distanza anche Selma Sól Magnúsdóttir, ma la sua conclusione non ha trovato distratta Almuth Schult.

Lo stesso dicasi per Alexandra Popp che di testa non riesce a spingere in rete un pallone invitante arrivato dall'out mancino.

È al 41°, mentre le due squadre sembrerebbero apprestarsi a rimandare la contesa di quarantacinque minuti, che arriva la svolta del match.

Sempre da una conclusione dalla distanza, sventata e respinta da Guðbjörg Gunnarsdóttir, ma non quanto basta, Svenja Huth è lesta a farsi trovare nel posto giusto al momento giusto e a trafiggere l'estremo difensore islandese per il vantaggio teutonico.

Probabilmente, l'autrice del goal era tenuta in gioco da Fanndís Friðriksdóttir, tuttavia si tratta di una questione di millimetri che poco inficia sull'esito finale.

La reazione islandese c'è, ma non a sufficienza per rimettere in piedi una partita ormai prossima alla pausa.

Al nuovo ingresso in campo, le due compagini disputano un incontro leggermente differente, più sbilanciato e non solo riempito di tatticismi. 

La Germania ha un paio di buone occasioni per raddoppiare, soprattutto con Alexandra Popp, mentre l'occasione più grande per l'Islanda è sui piedi di Fanndís Friðriksdóttir, la quale riceve palla a metà campo, potrebbe allargare il gioco sul pendolino Hallbera Guðný Gísladóttir, sempre tra le più positive, ma preferisce sfondare al centro per una doppia conclusione destro - sinistro, la prima ribattuta e la seconda fuori di un soffio.

Circa dieci minuti dopo lo scoccare dell'ora di gioco, da un buona combinazione in area islandese, nasce il grande goal realizzato ancora da Svenja Huth.

Con ogni probabilità, la partita potrebbe essere considerata chiusa, almeno a livello morale, all'82°.

Nel bel mezzo di una normale azione, infatti, Rakel Hönnudóttir si è sdraiata a terra e ha chiesto l'intervento dei fisioterapisti dello staff medico di Freyr Alexandersson, che l'hanno aiutata a rialzarsi, lamentando dei dolori nella parte bassa della gamba, ma ancora non conosciamo il problema specifico e la zona, in quanto ha toccato caviglia, stinco e tallone.

Naturalmente, ci auguriamo siano solo crampi.

Come ovvio che sia, ha abbandonato anzitempo il terreno di gioco in luogo di Guðrún Arnardóttir.

Subito dopo la seconda rete, era entrata Agla María Albertsdóttir per Selma Sól Magnúsdóttir, mentre Svava Rós Guðmundsdóttir aveva sostituito Berglind Björg Þorvaldsdóttir al 62°.

Negli istanti finali di gara, un ultimo calcio d'angolo, ma senza l'esito sperato, in quanto proprio Agla María AlbertsdóttirFanndís FriðriksdóttirHallbera Guðný Gísladóttir colpiscono in serie tre giocatrici avversarie su una mischia. 

È così che si conclude un pomeriggio che poteva sancire un traguardo storico per l'Islanda, ma rimanda il verdetto a martedì contro la Repubblica Ceca.

Le "Stelpurnar Okkar" potrebbero qualificarsi come prime solo in caso di vittoria contro la Repubblica Ceca e conseguente "Clamoroso al Cibali" in salsa feroese al Tórsvøllur di Tórshavn, con le Fær Øer di Pætur Smith Clementsen che ospiteranno proprio la nuova capolista.

Qualsiasi altro risultato porterebbe l'Islanda al secondo o terzo posto, a seconda della differenza reti complessiva.

Secondo posto che garantirebbe l'escamotage dei PlayOff, solo se i risultati delle gare negli altri gironi consentirebbero di essere una delle quattro migliori seconde.

Ad ogni modo, nulla è perduto.

L'Islanda può ancora centrare quello che è a tutti gli effetti un sogno e il mezzo passo falso odierno, più nel risultato che nella prestazione, non deve far altro che accrescere la voglia di una pronta rivalsa, proprio come è stato nei mesi di settembre e ottobre 2017 dopo quanto successo agli Europei in Olanda.