Pepsideild karla 2018 | Il punto della situazione dopo 5 giornate

25.05.2018 15:15 di Cristiano Fulli  articolo letto 291 volte
Hilmar Árni Halldórsson
Hilmar Árni Halldórsson

Dopo un quarto di campionato possiamo già tracciare una riga e fare un primo bilancio ancora indicativo, ma tenendo conto dei valori espressi finora in campo e guardando la classifica si può già capire chi lotterà per il titolo fino alla fine, chi farà una stagione anonima/tranquilla di metà classifica a seconda delle aspettative ad inizio stagione e chi lotterà per evitare la retrocessione in Inkassodeild.

Unica squadra imbattuta ed al comando del campionato è il Breiðablik di mister Ágúst Þór Gylfason che con 11 punti guida in solitaria la classifica; dopo le prime giornate la loro corsa si è un pochino arrestata, ma hanno tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo, potendo vantare una difesa collaudata, comandata dall'esperto portiere ultraquarantenne Gunnleifur Vignir Gunnleifsson, un terzino come il belga Jonathan Hendrickx che con le sue volate sulla fascia porta spesso scompiglio nella difesa avversaria ed i gol di Gísli Eyjólfsson, che sicuramente a fine stagione si troverà ad aggiornare il suo record personale di reti in campionato, aspettando infine la definitiva esplosione di Sveinn Aron Guðjohnsen. La prossima giornata vedrà i Blikar affrontare in trasferta i campioni in carica del Valur in una gara da dentro o fuori che potrebbe in caso di vittoria del Breiðablik, eliminare quasi definitivamente quella che era ad inizio campionato la favorita n°1 per la vittoria finale.

Dietro i biancoverdi di Kópavogur, ad un solo punto di distanza, c'è il Grindavík che, dopo l'ottima stagione scorsa, ha metabolizzato la partenza del suo cannoniere Andri Rúnar Bjarnason con una ottima organizzazione di gioco che ha permesso finora di mandare in gol già cinque calciatori diversi. La piccola multinazionale gialloblù guidata da mister Óli Stefán Flóventsson cercherà fino alla fine di dare fastidio alle "grandi" e se riuscirà a mantenere questo ritmo, lotterà senza dubbio per le primissime posizioni.

A pari merito con il Grindavík, troviamo la corazzata bianca dell’FH di Hafnarfjörður, protagonista indiscussa della scena calcistica islandese che ha vinto otto degli ultimi 15 campionati; squadra esperta in cui militano assoluti veterani della Pepsideild come Atli Guðnason, Davíð Þór Viðarsson, Atli Viðar Björnsson e lo scozzese Steven Lennon. A loro è affidato il compito di guidare la squadra verso la conquista dell’ennesimo titolo e di far crescere intorno a loro ragazzi promettentissimi come il next gen Egill Darri Makan Þorvaldsson. La squadra è solida e collaudata; a meno di clamorosi scivoloni bisognerà fare i conti con loro fino alla fine.

A qualche punto di distanza troviamo un gruppone di 6 squadre guidate dalla neopromossa Fylkir di capitan Ásgeir Börkur Ásgeirsson, che in questo momento è la prima squadra di Reykjavík in classifica. Gli arancioni di mister Helgi Sigurðsson, hanno già battuto negli scontri diretti le squadre con le quali avrebbe dovuto battagliare per la salvezza e se riescono a migliorare la loro fase difensiva riusciranno a navigare sempre in acque tranquille raggiungendo l’obiettivo molto prima della fine del campionato.

Lo Stjarnan, vive perennemente sulla sottilissima linea che separa il trionfo dalla tragedia. Hanno contemporaneamente il migliore attacco del campionato, il capocannoniere (Hilmar Árni Halldórsson) e la peggiore difesa. Escludendo l’ultima partita contro il Fylkir, lo Stjarnan è sempre stato puntualmente rimontato nel finale lasciando sul campo punti preziosi che gli avrebbero consentito di essere in testa a punteggio pieno, se le partite fossero durate 80 minuti. C’è il fondato rischio che questa possa essere la stagione dei grandi rimpianti per la squadra della cittadina di Garðabær  Non è ancora tutto deciso, ma ora non si può più sbagliare.

In questo plotone di metà classifica arrivano finalmente le squadre della capitale: cominciamo dal Fjölnir, che rappresenta una delle novità del calcio islandese essendosi da pochi anni affacciata nella massima serie. Società giovane che basa il suo lavoro sulla crescita dei ragazzi del proprio vivaio, in questo campionato si affida due ragazzi del ’96: Birnir Snær Ingason, prodotto del settore giovanile locale e all’ex primavera della Roma Valmir Berisha, che a 22 anni cerca in Islanda le risposte a chi lo aveva definito il “nuovo Ibrahimovic”.

Se nominiamo il KR parliamo della nobiltà del calcio islandese. È la squadra più titolata del paese e fa sempre un certo effetto vederla arrancare nelle retrovie soprattutto tenendo conto del fatto che esprime un gioco molto “europeo” dove si vedono schemi d’attacco molto evoluti, movimenti senza palla, marcature preventive e tutto quello che si vede in campo nelle maggiori leghe europee. È evidente la mano dell’allenatore Rúnar Kristinsson, che applica sul campo i dettami tecnico - tattici appresi durante la sua lunga carriera di calciatore nei campi di Belgio, Svezia e Norvegia. È una squadra esperta che ha nella sua rosa dei calciatori stranieri come i danesi Kennie Chopart, Morten Beck e André Bjerregaard che sono in grado di fare la differenza in campo, insieme all’esperienza e alla ritrovata vena realizzativa di Pálmi Rafn Pálmason con la continuità di buone prestazioni in campo la classifica assumerà sicuramente contorni migliori di quelli attuali.

Lo stesso discorso vale per un'altra grande del calcio made in Iceland, gli attuali campioni in carica ovvero il Valur. La partita che i Valsmenn hanno affrontato e vinto contro il KR è il più bel manifesto che il calcio islandese potesse fare. Un impianto piccolo, ma dotato di tutti i comfort completamente esaurito, tifo caldissimo e una partita che per le giocate viste sul campo, il ritmo e la disposizione tattica delle squadre, non faceva pensare di essere nella piccola e sperduta Islanda, ma poteva essere benissimo una partita di Championship inglese o della Alka Superliga danese; questo a testimoniare la crescita esponenziale dell’intero movimento calcistico islandese. Questo stride ancor di più con la posizione in classifica così arretrata dei ragazzi in maglia rossa di mister Ólafur Davíð Jóhannesson; all’ex commissario tecnico della nazionale, non manca di certo l’esperienza e l’abitudine ad affrontare situazioni del genere. Tra due giorni ci sarà la prova della verità per le ambizioni del Valur nello scontro diretto contro la capolista Breiðablik; sarà quella l’occasione in cui Dion Jeremy Acoff, Patrick Pedersen, e Tobias Thomsen dovranno fare la differenza.

Sempre a 6 punti troviamo il Víkingur, squadra che da qualche anno è ritornata stabilmente nella massima divisione islandese dopo alcune stagioni in cui ha preso spesso l’ascensore per scendere e salire dalla Pepsideild. In queste prime partite i Víkingar stanno rappresentando l’ancien regime del calcio islandese; squadra impostata con il più classico dei 4-4-2, molto lunga in campo, uso sistematico del fallo tattico atta a interrompere sul nascere la manovra avversaria, solida in difesa, ma molto sterile in attacco, rendendosi pericolosa soprattutto nelle situazioni da palla inattiva dove l’olandese Ricky ten Voorde può far valere la sua abilità nei colpi di testa. Non è una squadra che induce a far sognare i propri tifosi, ma che può tranquillamente ambire ad una posizione tranquilla in classifica, a meno che dalle ultime posizioni non emerga qualche squadra che riesca a dare un minimo di continuità di risultati.

Veniamo alle squadre che fino alla fine, almeno stando a quanto si è visto cercheranno di evitare gli ultimi due posti in classifica che vogliono dire: retrocessione in Inkassodeild.

La prima in ordine di classifica è la squadra della seconda città islandese per numero di abitanti; Akureyri. Il Knattspyrnufélag Akureyrar, meglio conosciuto semplicemente come KA. L’unica vittoria ottenuta finora è stata nello scontro diretto con l’ÍBV, ed ha pareggiato in casa con l’altra pericolante il Keflavík. Ci si affida ai gol di Ásgeir Sigurgeirsson per ripetere la tranquilla stagione scorsa in cui ottennero una facile salvezza.

Le due maggiori indiziate alla retrocessione sono al momento la neopromossa Keflavík e la nobile decaduta ÍBV​​​​​​​. Chiudono la classifica a braccetto con soli due punti e nessuna vittoria all’attivo, hanno i peggiori attacchi della Pepsideild ed è solo grazie alle follie difensive dello Stjarnan che non hanno anche il triste primato di peggior difesa.

L’ÍBV​​​​​​​ se escludiamo l’exploit della scorsa stagione in cui ha portato a casa la Coppa d’Islanda (Mjólkubikar karla), è ormai da qualche stagione che occupa stabilmente i bassifondi della classifica, raggiungendo la salvezza spesso all‘ultima giornata. La squadra non sembra in grado di ridare lustro ad un blasone che anno dopo anno si sta facendo sempre più opaco, nonostante si sia investito pesantemente in sede di calciomercato. Ad aggravare un situazione già di per se precaria si aggiunge il fatto che in virtù della vittoria nella Coppa, gli Eyjamenn saranno chiamati all‘impegno europeo e sarebbe delittuoso per non dire dannoso affrontarli con la testa rivolta solo al campionato.

Infine ci sono gli aeroportuali del Keflaví​​​​​​​k, che come squadra neopromossa non era accreditata in sede di pronostico precampionato. I fatti stanno dando ragione a chi prevedeva per la squadra in total blue una stagione difficile. Gli attaccanti sono ancora a secco di marcature anche se non mancano i nomi di buon livello come il danese Jeppe Løkkegaard Hansen e il giovane Dagur Dan Þórhallsson con l’ex enfant prodige Frans Elvarsson, bandiera della squadra sempre, a comandare le operazioni a centrocampo. A calcio purtroppo non vanno in campo i curricula ma ci vogliono i risultati. Nello sport come sappiamo bene le situazioni si possono ribaltare in qualsiasi momento, e questo quadro potrebbe essere cambiato già alla fine del girone di andata, dove si potrà capire in maniera più chiara chi sarà in grado di arrivare fino in fondo, chi lotterà per un posto in Europa, chi si accontenterà di una posizione tranquilla a centro classifica, chi sgomiterà fino all’ultimo aggrappandosi all’ultimo appiglio disponibile per mantenere la categoria e chi dovrà mestamente lasciare il campo facendo spazio alle neopromosse dalla Inkassodeild.