Pepsi Max deild karla ai nastri di partenza: cosa aspettarci dalla nuova stagione

Il Valur sarà ancora campione per la terza volta consecutiva?
25.04.2019 23:00 di Cristiano Fulli   Vedi letture
Il Valur cercherà il tris
Il Valur cercherà il tris

Ci siamo, finalmente si alza il sipario sulla competizione più importante dell’Islanda. A Reykjavík, Il 26 aprile, i campioni uscenti del Valur affronteranno il Víkingur R. aprendo così l’edizione n. 107 della Pepsi Max deild.

in questa lunghissima pre - season, le squadre hanno potuto affrontarsi già diverse volte e, come sempre accade in Islanda in questo periodo, il calciomercato la fa da padrone.

Anche in questa stagione, il Valur ha lanciato il suo guanto di sfida alle contendenti, che cercheranno fin da subito di spodestare i Valsmenn dal trono del campionato che occupano da due stagioni consecutive. Sarà questa la prima stagione in cui dopo diciannove anni e più di cento gol in campionato, non brillerà la stella di Atli Viðar Björnsson, che a trentanove anni ha deciso di appendere i cosiddetti scarpini al chiodo, per contro ci sarà il ritorno in Islanda di una delle leggende della nazionale di casa; Hannes Þór Halldórsson, ha terminato anzitempo la sua esperienza nelle fila degli azeri del Qarabag ed è tornato nell’isola dei ghiacci, ma non nella sua vecchia squadra (il KR), ma in quella degli arcirivali del Valur dove dovrà giocarsi la maglia da titolare con Anton Ari Einarsson, che difende la porta dell'Origovöllur  da ormai tre stagioni. Mancherà anche (ma questa in Islanda, è ormai una prassi consolidata), il capocannoniere dello scorso campionato; infatti Patrick Pedersen, è volato in Moldavia per vestire la casacca dello Sheriff Tiraspol, e quindi la Pepsi Max deild dovrà cercare il suo nuovo re dei bomber.

Cominciamo il nostro viaggio attraverso le dodici squadre che si giocheranno il titolo, in rigoroso ordine di piazzamento dell’ultima stagione.

Il ruolo di favorito principale per la vittoria finale lo si da sempre a chi scende in campo con il titolo di campione in carica. In questo caso parliamo del Valur, che ha allestito una formazione molto esperta con l’intento principale di cercare di avanzare il più possibile nelle competizioni europee. Età media molto alta per i ragazzi di mister Ólafur Helgi Kristjánsson con gli innesti del già citato Hannes Þór Halldórsson, ma anche dell’esperto attaccante (trentacinque anni) Garðar Bergmann Gunnlaugsson, che arriva dall’ÍA. Per sostituire Patrick Pedersen, all’Origovöllur, si è pensato anche qui ad un ritorno in Islanda di una vecchia conoscenza della Pepsi Max deild , vale a dire dell’inglese Gary John Martin, che proverà a dare un dispiacere ai suoi vecchi tifosi del KR, mentre per rimpiazzare Dion Jeremy Acoff, approdato in Finlandia all’SJK, è arrivato dall’ÍBV il feroese Kaj Leo í Bartalsstovu. A completare il quadro degli acquisti che andranno a rinforzare gli undici titolari, c’è il ritorno dalla Norvegia di Orri Sigurður Ómarsson, che sarà un innesto importantissimo per il reparto difensivo e il giovane Birnir Snær Ingason, prodotto del vivaio del retrocesso Fjölnir, che cercherà con il Valur di testare le sue capacità ad un livello più alto. Tra le “dismissioni pesanti” oltre a quelle sopracitate, spicca la cessione al KA di Andri Fannar Stefánsson ed al Breiðablik, proprio via KA, di Guðjón Pétur Lýðsson, insieme al ritorno al KR, dopo la deludente stagione passata, del danese Tobias Bendix Thomsen. Forza ed esperienza non mancano di certo a questa squadra che proverà con queste armi a rintuzzare gli attacchi delle concorrenti e contemporaneamente sognare un posto al sole in Europa.

Scendendo di un gradino dal podio, troviamo il Breiðablik. Con le cessioni del giovane Arnór Gauti Ragnarsson al Fylkir, Arnþór Ari Atlason all’HK, di Willum Þór Willumsson ai bielorussi del Bate Borisov, di Gísli Eyjólfsson agli svedesi del Mjällby AIF, di Davíd Kristján Ólafsson ai norvegesi dell'Ålesund ed, infine, di Oliver Sigurjónsson, sempre in Norvegia, ma al Bodo Glimt, la squadra allenata da Ágúst Þór Gylfason, si presenta ai nastri di partenza molto rivoluzionata. In attacco, oltre al danese Thomas Mikkelsen, confermatissimo dopo l’ottima stagione fatta in maglia verde, ci sarà Þórir Guðjónsson, che vorrà senza dubbio riscattare il brutto campionato scorso conclusosi con la retrocessione del suo Fjölnir. A centrocampo, Andri Rafn Yeoman, sarà supportato da Viktor Karl Einarsson (di ritorno dall’esperienza in Svezia), da Guðjón Pétur Lýðsson e dal sierraleonese Kwame Quee in cerca di conferme dopo l’exploit della scorsa stagione in Inkassodeild con la maglia del Víkingur Ó.  Poche ore prima di pubblicare questo articolo arriva la notizia dell’acquisto in  prestito di Höskuldur Gunnlaugsson dagli svedesi dell’Halmstad e di Arnar Sveinn Geirsson dal Valur. Parlando del Breiðablik, non si può non menzionare il suo settore giovanile che da anni sforna calciatori che ancor giovanissimi trovano consacrazione nei campionati esteri. Occhi puntati su Davíd Ingvarsson, che farà parte del pacchetto difensivo insieme ai confermati Jonathan Hendrickx, Damir Muminovic, Elfar Freyr Helgason, e sul giovanissimo Benedikt V. Warén, che ormai è inserito in pianta stabile nell’organico della prima squadra. Vedremo se il mix preparato per la stagione 2019 sarà di quelli che faranno divertire i suoi tifosi abituati a vedere una squadra che tende sempre a fare gioco.

Lo scorso anno al terzo posto si sono piazzati i “crazy boys” dello Stjarnan, che hanno impreziosito la stagione vincendo la Coppa Nazionale (Mjólkurbikar), i ragazzi divenuti famosi per le loro stravaganti esultanze qualche anno fa, sono ora diventati una squadra esperta (ventotto anni di media circa), ma non hanno perso il loro seme di follia che a volte ne ha penalizzato il loro rendimento.
Insieme alla confermatissima stella Hilmar Árni Halldórsson, il presidente Jóhann Ingimundarson, non ha fatto grandi rivoluzioni alla squadra lasciando a mister Rúnar Páll Sigmundsson, la stessa intelaiatura della scorsa stagione con poche variazioni sia in entrata che in uscita. in difesa dalla Svezia arriva il centrale danese Martin Rauschenberg Brorsen ed in prestito dall’AGF il trequartista Nimo Gribenco, calciatore ancora in cerca di autore, che può in Islanda trovare la continuità di cui ha bisogno per il prosieguo della sua carriera; completa la casella degli acquisti dal Fylkir il terzino Elís Rafn Björnsson. Tra le cessioni, non si segnalano grandissimi “colpi”, il ritorno all’HK di Kári Pétursson per fine prestito, il ritorno negli USA del secondo portiere Will Dieterich, e la cessione di Óttar Bjarni Guðmundsson, all’ÍA. Puntando sulla continuità e su un gruppo che si conosce a memoria, è assolutamente d’obbligo mettere lo Stjarnan tra i favoriti alla vittoria finale.

Ad ogni inizio stagione i pronostici vedono il KR sempre tra i favoriti, ma sono poi puntualmente smentiti dai risultati. Nelle ultime cinque stagioni i KR-ingar sono arrivati due volte quarti e tre volte terzi, senza mai lottare per la vittoria finale. Parliamo della squadra più ricca e titolata dell’Islanda che ogni anno si presenta ai nastri di partenza con grandi ambizioni che vengono poi disattese dal verdetto del campo. In panchina siede uno che ha  masticato calcio ad alto livello come Rúnar Kristinsson, che fa giocare molto bene la sua squadra, ma per ora i risultati in campionato mancano; può essere questa la stagione buona per i bianconeri?
il cavallo di ritorno dal ValurTobias Bendix Thomsen voglioso di riscatto con Kennie Knak Chopart e Björgvin Stefánsson, sono un t rio di attaccanti da primissimi posti. A centrocampo, si è pescati a piene mani nel Víkingur R. dal quale sono arrivati Alex Freyr Hilmarsson, e il mediano Arnþór Ingi Kristinsson, entrambi messi sotto contratto con un biennale. A completamento della rosa, dal Fjölnir è arrivato il giovane jolly offensivo Ægir Jarl Jónasson. Nessuna cessione importante, se escludiamo il ritorno in Irlanda del Nord di Albert Watson nella squadra (Ballymena) in cui ha cominciato la carriera, ed il croato Ivan Aleksić che scende di categoria andando in Inkassodeild nell’appena retrocesso Keflavík, per il resto sono tutti prestiti nelle categorie inferiori di giovani del vivaio.

Chiudiamo la parte dedicata alle favorite (sulla carta) per la vittoria finale con l’FH, che dopo anni di dominio quasi incontrastato nella Pepsideild, (otto titoli negli ultimi quindi anni), sta attraversando una fase di transizione pur rimanendo sempre competitiva. I ritorni di Brynjar Ásgeir Guðmundsson dal Grindavík, dopo due stagioni, e di Guðmann Þórisson, dal KA, vanno a puntellare il reparto arretrato mentre a centrocampo arriva Björn Daníel Sverrisson dai danesi dell’AGF, anche lui un cavallo di ritorno; come ciliegina sulla torta è arrivato il rinnovo del prestito con l’FCM per l’attaccante feroese Jákup Ludvig Thomsen che, con il confermato Steven Lennon formerà una coppia d’attacco di tutto rispetto.
Al capitolo cessioni, oltre al ritiro di Atli Viðar Björnsson, annotiamo la fine del prestito per Eddie Gomes che torna in Cina, lo svincolato Robbie Crowford che va in Finlandia nell’IFK ed il ritorno in Norvegia di Viðar Ari Jónsson. Affidabile come una berlina tedesca, bisognerà vedere nel corso della stagione se i tanti km fatti in precedenza, non le permettano di avere lo spunto vincente sul finale di stagione.

Con un buon finale di stagione, l’ÍBV è riuscita ad agguantare un sesto posto insperato, tenendo conto del fatto che nelle prime dieci partite la squadra delle isole Vestmann aveva subito ben sei sconfitte. Ora, ci si ripresenta ai nastri di partenza con la speranza di evitare l’ennesima stagione anonima e di sofferenza. Per questo si è fatta una campagna acquisti che ha cambiato i connotati alla rosa degli Eyjamenn.
23,6 anni di età media ed il 40% di calciatori stranieri fanno dell'ÍBV la squadra meno islandese della massima serie. Il portiere Rafael Veloso, il difensore Gilson Correia, il centrocampista Telmo Castanheira, vanno a fare compagnia a Diogo Coelho, arrivato lo scorso agosto. Evariste Ngolok, preso dal mercato degli svincolati, va a rinforzare la mediana così come il ghanese Benjamin Prah arrivato ad Heimaey solo pochi giorni fa. In attacco, il colpo è l’acquisto dal Fram di Guðmundur Magnússon, diciotto reti la scorsa stagione in Inkassodeild. Da lui ci si aspettano i goal che possano rilanciare l’ÍBV in classifica, insieme al ritorno del trinidadiano Jonathan Ricardo Glenn, che ritorna nell’arcipelago dopo cinque stagioni, cosi come ritorna il terzino Felix Örn Fridriksson dal prestito in Danimarca.
Tra le cessioni, segnaliamo la partenza in direzione Valur del feroese Kaj Leo í Bartalsstovu, dei francesi Guy Gnabouyou e Yvan Erichot, ai quali non è stato rinnovato il contratto, Atli Arnarson, che ha firmato un biennale con l’HK, David Atkinson, che torna in Inghilterra nei Blyth Spartans, e dal ritorno in prestito all’Haukar del giovane talento Frans Sigurðsson.

Quello che ci si aspetta dal KA, è un campionato tranquillo come quello precedente, senza grandi patemi d’animo e che gli consenta di mantenere la categoria. Per raggiungere l’obiettivo prefissato, la dirigenza ha puntato sul rafforzamento del reparto arretrato, dove sono stati fatti i maggiori cambiamenti. A difendere i pali è stato preso a parametro zero il croato Kristijan Jajalo, fratello di Mato, centrocampista del Palermo, portiere che conosce il campionato avendo giocato per tre stagioni con il Grindavík. In difesa, è arrivato a sinistra Alexander Groven, norvegese di ventisette anni dall’Hönefoss, e, come esterno bass,o il “colpo” Andri Fannar Stefansson dal Valur, mentre, come centrale di difesa, un altro pezzo da novanta come Haukur Heiðar Hauksson, che a ventisette anni cerca un rilancio, dopo l’esperienza nelle fila degli svedesi dell’AIK, nella squadra della sua città. A completare il quartetto difensivo, in prestito dal Fjölnir è arrivato il giovane Torfi Tímoteus Gunnarsson, diciannove presenze lo scorso anno in Pepsi Max deild e subito titolare in Lengjubikar, dove ha già collezionato cinque presenze ed una rete. A centrocampo, sempre dal Fjölnir, arriva Almarr Ormarsson, mentre in attacco desta una certa curiosità l’acquisto dal Dalvík/Reynir dei gemelli Þorri e Nökkvi Þórisson, diciannove anni, ma già con una esperienza importante nel settore giovanile dell’Hannover 96. Il soprannome “i gemelli del gol” è fin troppo scontato. Anche le cessioni sono state numerose per la squadra dell'Eyjafjörður.
Aleksander Trinic è stato ceduto in Kuwait all’Al Shabab, Archange Nkumu al Þróttur R., Bjarni Mark Antonsson ha firmato un triennale con il Brage in Svezia, Milan Joksimovic è tornato in Bielorussia nel Gorodeya, mentre Vladimir Tufegdzic ha firmato per un anno con il Grindavík (dove troverà sulla panchina suo fratello) e Guðmann Þórisson che ritorna all’FH. È un mix di calciatori di nome e giovani di talento; se le cose vanno per il verso giusto, potrebbero essere loro la sorpresa di questo campionato.

Veniamo ora alla quarta squadra della capitale; gli “Orange” del Fylkir. Lo scorso anno ritornati nella massima serie, si sono salvati senza grossi problemi, e questo è quello che vogliono fare anche in questa stagione. L’attacco per questo campionato è stato letteralmente rivoltato da capo a piedi.
Sono arrivati l’estone Tristan Koskor (ventuno gol in Meistriliiga), l’ariete olandese Geoffrey Wynton Mandelano Castillion dal Víkingur R., via FH, e Arnór Gauti Ragnarsson dal Breiðablik. A centrocampo, si segnalano gli arrivi di Sam Hewson dal Grindavík e di Leonard Sigurðsson dagli aeroportuali del Keflavík.
In questa sessione di calciomercato, spicca nel Fylkir la cessione del barbuto capitano Ásgeir Börkur Ásgeirsson, passato ai neopromossi dell’HK, Elís Rafn Björnsson, si è accasato allo Stjarnan e, tra gli attaccanti, Jonathan Ricardo Glenn è passato all’ÍBV, mentre un'altra bandiera del Fylkir, Albert Brynjar Ingason, lascia la squadra per andare al Fjölnir.

Al Víkingur R., per la stagione che sta per cominciare, sperano di migliorare la posizione della scorsa stagione e per farlo hanno puntato sul talento di molti ragazzi islandesi tornati dall’estero guidati da un grande ex attaccante islandese; Arnar Bergmann Gunnlaugsson.
Dagli olandesi dell’Heerenven arriva il centrocampista Júlíus Magnússon, dal settore giovanile dei danesi del Brøndby, Ágúst Eðvald Hlynsson, insieme all’esperto attaccante USA, James Charles Mack, e dall’Academy del Fulham, Atli Hrafn Andrason. Fra i pali, si giocheranno il posto þórður Ingason dal Fjölnir e lo spagnolo Francisco Marmolejo Mancilla, mentre l’acquisto del guineano Mohamed Didé Fofana è arrivato in questi ultimi giorni.
Le cessioni principali, hanno riguardato Geoffrey Wynton Mandelano Castillion passato al Fylkir, Alex Freyr Hilmarsson e Arnþór Ingi Kristinsson ceduti al KR, il portiere Andreas Larsen passato agli svedesi del Trelleborg,  il centrocampista serbo Miloš Ožegović, tornato in patria alla Dinamo Vranje, ed il norvegese Jørgen Richardsen, tornato in patria nelle fila del Fløy. Sarà interessante vedere come i giovani recepiranno i dettami di un allenatore che da calciatore ha arricchito il suo bagaglio tecnico in giro per l’Europa.

La prima cosa che risalta guardando la rosa del Grindavík, è l’alto numero di stranieri che arriva a superare il 40% dell’intero parco giocatori. Forse troppi? Il campo darà il suo insindacabile verdetto. Di certo ricordiamo il Selfoss di qualche stagione fa, che era praticamente una multinazionale (di cui faceva parte anche l’italiano Giordano Pantano), ma che non è riuscito ad ottenere i risultati sperati.
In porta troviamo il serbo Vladan Djogatovic, con il connazionale Vladimir Tufegdzic dal KA a giocare nel ruolo di esterno destro offensivo, dagli USA il terzino sinistro Elias Tamburini, finlandese di nazionalità, nato in Francia, ma con il cognome che tradisce evidenti origini Italiane, lo scozzese Marc McAusland dal Keflavík appena retrocesso in Inkassodeild che agirà come perno della difesa; il suo partner di difesa arriva addirittura dal campionato vietnamita e parliamo del croato Jozip Zeba. In attacco, c’è l'olandese - congolese Patrick N'Koyi-Kiabu proveniente dal TOP Oss. Dalla squadra "satellite" (il GG), fatta la tara ai tanti prestiti, spicca Sigurður Bjartur Hallsson, diciannovenne di belle speranze che ha già messo in cascina tre presenze in Lengjubikar.
Non meno numerose sono state le cessioni; Sam Hewson al Fylkir, il danese Simon Smidt al Kolding, Brynjar Ásgeir Guðmundsson all’FH, l'estremo difensore Kristijan Jajalo passato al KA a parametro zero e la punta statunitense José Enrique "Sito" Seoane, che è tornato in patria al Chattanooga Red Wolwes.

L’HK si ripresenta nella massima divisione dopo un’assenza di undici stagioni e lo fa partendo con il piede giusto, confermando sulla sua panchina l’artefice della promozione nello scorso campionato, ovvero Brynjar Gunnarsson, settantaquattro presenze in nazionale e oltre duecento partite tra Premier League e Championship. Squadra con una bassa età media (ventitré anni circa), che cercherà di raggiungere il massimo obiettivo possibile, ovvero la salvezza.
Ovviamente, per guidare tanti giovani, anche in campo ci vuole una guida. Per questo è stato acquistato Ásgeir Börkur Ásgeirsson dal Fylkir, che darà l’esperienza necessaria per affrontare il salto di categoria. Ma, insieme a lui, c’è una nutrita schiera di acquisti: Kári Pétursson, Björn Berg Bryde  (in prestito) dallo Stjarnan, Emil Atlason dal Þróttur R.Arnþór Ari Atlason dal Breiðablik, da cui prende in prestito secco anche il giovane difensore centrale Aron Kári Aðalsteinsson, e Atli Arnarson dall’ÍBV. L’unica cessione di rilievo è quella di Sigurpáll Melberg Pálsson, che è tornato al Fjölnir per fine prestito. Gli altri giocatori che non fanno più parte della rosa sono andati a scadenza di contratto e svincolati a fine stagione.

Alla fine di questa lunga carrellata arriviamo ad una squadra che ha fatto negli anni ’90 la storia del calcio Islandese, ovvero l’ÍA. Ora, i tempi sono cambiati e gli Skagamenn non sono più quelli di una volta; hanno subito più volte negli ultimi anni l’onta della retrocessione, dalla quale sono sempre prontamente risaliti, e non sono più da molte stagioni annoverati tra i favoriti per il titolo. La finale raggiunta in Lengjubikar, poi persa contro il KR, può essere un segnale che qualcosa di importante stia rinascendo.
In panchina siede Jóhannes Karl Guðjónsson (oltre trecento presenze nei campionati professionistici europei), che al primo anno al timone riporta i giallo-neri nella massima serie; ora bisognerà vedere anche per lui se ci sono prospettive interessanti per la sua carriera e per la sua squadra.
Intanto si è rinnovata la coppia di attaccanti per questa stagione. Lo spagnolo Gonzalo Zamorano León e Tryggvi Hrafn Haraldsson, fratello maggiore di Hákon Arnar Haraldsson e figlio di Haraldur Ingólfsson, arrivati rispettivamente dal Víkingur Ó. e dagli svedesi dell’Halmstad, si sono subito messi in luce in Lengjubikar; in difesa, c’è lo svedese Lars Marcus Johansson, proveniente dal Silkeborg, e Óttar Bjarni Guðmundsson dallo Stjarnan: interessante l’acquisto in prospettiva dal Tindastóll del giovanissimo Jón Gísli Eyland Gíslason che a diciassette anni ha già esordito in Lengjubikar. In attacco, oltre ai già sopracitati, vi è l’arrivo di Viktor Jónsson, capocannoniere dell’ultima Inkassodeild con ventidue reti in ventuno partite e proprio del sedicenne Hákon Arnar Haraldsson, che ha già debuttato con i grandi nella finalissima di Lengjubikar. Riguardo alle cessioni, se escludiamo il trasferimento al Valur dell’esperto Garðar Bergmann Gunnlaugsson, le altre sono tutte cessioni di giovani nelle categorie minori, ad eccezione di due giovanissimi ragazzi finiti in Svezia, nelle giovanili del Norrköping: Ísak Bergmann Jóhannesson (figlio dell’allenatore Jóhannes Karl Guðjónsson) e Oliver Stefánsson, anch’egli figlio d’arte. Pochi anni fa, proprio dal vivaio degli Skagamenn, un certo Arnór Sigurðsson fece lo stesso viaggio…

Ora, la parola passa al campo: per i verdetti definitivi occorrerà aspettare la fine della stagione.

Di seguito, il programma completo dei primi novanta minuti.