ESCLUSIVA AF.it - Rannvá Biskopstø Andreasen: "Abbiamo vinto perché abbiamo avuto la squadra migliore. L'anno scorso volevamo vincere il titolo, non perché fosse il 18° consecutivo. Non giocherei mai con una maglia diversa. E sulla nazionale..."

Intervista esclusiva con Rannvá Biskopstø Andreasen
14.03.2018 14:33 di Redazione AtlanticFootball.it Twitter:    Vedi letture
Andreasen contro il Montenegro
Andreasen contro il Montenegro

Non si tratta solo di una giocatrice di calcio. Per il movimento calcistico femminile feroese, Rannvá Biskopstø Andreasen rappresenta un'istituzione. Le partite da lei disputate, così come le reti realizzare, si scrivono con tre cifre. Le maglie indossate sull'arcipelago sono e saranno sempre due, tiene a ribadire, ossia quella del e della nazionale. Record di diciassette campionati vinti consecutivamente, classifica cannonieri, riconoscimenti personali, apparizioni in Champions League, sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti nella sua carriera. Naturalmente, ha preso parte alle tre gare disputate al Tórsvøllur di Tórshavn, nel Gruppo D del turno preliminare di qualificazione ai Mondiali di Francia 2019, lo scorso aprile. Un raggruppamento vinto dalle feroesi con tre vittorie su tre, contro il Lussemburgo, il Montenegro della teatina Marija Vukčević e la Turchia. Attualmente, la nazionale feroese disputa la fase finale del girone di qualificazione, inserita nel Gruppo 5, insieme all'Islanda di Freyr Alexandersson.

La redazione di AtlanticFootball.it l'ha contattata in esclusiva per conoscere alcuni aneddoti della carriera di una giocatrice che, numeri alla mano, può essere considerata a tutti gli effetti come la più forte nella storia del calcio feroese.

Dal 1995 ad oggi hai sempre vestito la maglia del KÍ, hai realizzato 660 reti in oltre 500 partite. Avete vinto diciotto volte il campionato, di cui diciassette consecutivamente, e sei stata capocannoniere dodici volte. Insieme alla tua compagna di squadra, Malena Josephsen, ti senti di essere diventata un’icona per il calcio femminile feroese?

"Sono stata davvero fortunata ad aver fatto parte di una grande squadra vincente, con molte ottime giocatrici per tanti anni. Ed un ruolo del gioco è creare delle icone. Credo che sia mio dovere aiutare a mia volta le giovani. Non ho solo vinto dei titoli, ma quando ne ho vinti ho imparato molto. Ero molto felice in campo e ho avuto così tante amiche perché ho fatto parte del calcio per molti anni. E desidero che le giovani calciatrici possano avere la stessa opportunità che ho avuto io".

Come è nata la tua passione per il calcio? Hai sempre desiderato diventare una calciatrice?

"Iniziai a giocare a calcio all'età di 8 anni con mia sorella gemella. Nostra nonna ci portò al nostro primo allenamento e credo che entrambe ci siamo innamorate di questo sport immediatamente. Tutti nella nostra famiglia sono stati o sono tutt'ora nel calcio per cui è nelle nostre vene (ride ndr)".

La scorsa stagione, dopo un duello entusiasmante con l’EBS/Skála, avete concluso la stagione al secondo posto. Quando ciò accade è più grande la delusione di non aver vinto ancora, oppure nei giorni seguenti prevale l’orgoglio di aver dominato per tanti anni?

"Sono molto orgogliosa di quello che siamo riusciti a conquistare come KÍ KVINNUR! È stato un percorso fantastico. Abbiamo sempre vinto perché abbiamo sempre avuto la squadra migliore! E certamente è stato deludente quando abbiamo concluso la stagione al secondo posto. L'anno scorso volevamo semplicemente vincere il titolo del 2017, non perché fosse il diciottesimo consecutivo. Il titolo era l'unica cosa che contava e mi sono sentita distrutta quando non siamo riuscite a vincerlo".

Nel 2000, probabilmente, non vi aspettavate di vincere per così tanti anni il campionato. C’è un segreto alla base di tutti questi successi? La società ha sempre creduto nelle vostre possibilità?

"Credo che il successo che abbiamo avuto è stato per la nostra volontà di combattere l'una per l'altra! Abbiamo lavorato sodo sia dentro che fuori dal campo! La squadra ha avuto successo perché ha vinto molti campionati ed ha raccolto i fondi per autofinanziarsi ed andare in Champions League ogni anno. E pertanto il legame tra le giocatrici è stato qualcosa di speciale! Per questo abbiamo potuto dare tutto per la squadra".

Prima della fine del 2017, Ben Arabo, presidente della Betri, e Christian Fribjart Andreasen, presidente della FSF, hanno siglato un accordo di partnership introducendo per la prima volta uno sponsor nel campionato femminile feroese. Ciò aumenta di più la vostra visibilità anche agli occhi delle giovani ragazze che vogliono avvicinarsi al calcio? Quali vantaggi porta al movimento calcistico feroese, secondo te?

"È positivo quando arrivano soldi alla squadra, perché anche il calcio femminile ha bisogno di finanziamenti per avere qualità. È più facile apportare qualità quando la squadra ha ciò che le serve. Arrivare all'allenamento e trovare degli allenatori qualificati aiuta le giocatrici. E questo tipo di allenatori non sono economici".

La prima giornata della Betri Deildin Kvinnur si è aperta con una vostra vittoria contro l’ÍF/Víkingur, ma in rimonta. Vi aspettavate una partita più semplice?

"Devo dire che non mi aspetto mai una partita facile. Se si è squadra è semplice rendere una partita facile. Ma noi sapevamo che l'ÍF/Víkingur aveva avuto una preparazione migliore della nostra per questa stagione. Quindi sapevamo che l'incontro sarebbe stato difficile per noi. Sono state anche più forti di noi domenica, ma noi siamo riuscite a tornare a casa con tre punti importanti".

Abbiamo visto che tua sorella Ragna Biskopstø Patawary è uscita in barella per infortunio. Ha avuto qualche problema particolare o sarà a disposizione di Aleksandar Đorđević già per la partita contro il B68?

"Ragna sarà pronta entro domenica. Ha svolto un allenamento ridotto lunedì e ieri, ma probabilmente tornerà ad allenarsi normalmente da domani".

Sicuramente negli ultimi anni il calcio feroese è cresciuto molto. La nazionale maschile riesce ad ottenere sempre più spesso dei buoni risultati e l’Under 17 di Áki Johansen ha partecipato agli Europei in Croazia dello scorso anno. La nazionale femminile, più volte è andata vicina a vincere il girone preliminare di qualificazione a Europei e Mondiali, riuscendo poi a conquistare il primo posto lo scorso aprile. Ti senti di giocare in una delle nazionali feroesi più forti di sempre? Cosa è cambiato nel calcio feroese da quando hai iniziato a giocare?

"Qui non è sempre semplice rendere il calcio più forte e competitivo. Perdiamo molte giocatrici ogni anno e molte squadre devono ricominciare daccapo ogni stagione. E non è stato facile per la nazionale. Non ci sono molte giocatrici tra i 24 ed i 30 anni, quindi è qualcosa che indebolisce la squadra. Credo ancora che la prima nazionale di cui ho fatto parte fosse la migliore".

Nelle qualificazioni ai Mondiali, finora, non sono arrivati gli stessi risultati delle gare disputate contro il Lussemburgo, il Montenegro e la Turchia, ma avete fatto ancora più esperienza e si sono visti dei buoni passi avanti contro la Slovenia. Immaginiamo che contro la Germania sia stata la partita più importante che hai giocato nella tua carriera. Quali sono state le sensazioni che hai provato quel giorno e quali sono gli obiettivi che vi siete prefissate da qui all’ultima partita del girone?

"La Germania è stata la squadra più forte contro cui abbia mai giocato, ma non è stata la partita più importante; la più importante è sempre la prossima, in questo caso contro il B68. Ma ovviamente giocare contro la Germania è stato speciale. Abbiamo dato tutto, ma le tedesche erano molto più forti di noi in qualsiasi cosa facessero! È incredibile quanto il movimento femminile sia migliorato negli ultimi 5-10 anni. Era divertente giocare contro le migliori giocatrici d'Europa, ma anche molto frustrante perché inseguivamo il pallone e basta! Lavoreremo duro per ottenere risultati migliori nella seconda parte del girone! Spero che potremo ottenere un punto contro la Slovenia, ma sarà molto difficile per noi".

Molte giocatrici feroesi di talento stanno approdando all’estero negli ultimi anni, come ad esempio Lív Finnbogadóttir Arge, Eyðvør Klakstein, Olga Kristina Hansen e, recentemente, Ásla Johannesen, solo per citarne alcune. Pensi che questo possa aiutare anche nella crescita della nazionale feroese?

"Questo è fantastico per il calcio feroese! È ora che le giocatrici provino fino a che punto possono arrivare! So che loro vogliono dare il loro meglio. Vogliono davvero migliorarsi e questo sicuramente aiuterà la nazionale".

In passato hai mai avuto l’opportunità di cambiare squadra? Ci sono altre squadre feroesi che ti hanno cercata o hai mai pensato di giocare all’estero?

"Nel biennio 1999-2000 io e mia sorella abbiamo giocato nel Rødovre, nella massima divisione danese. È stata una grande esperienza per noi ed abbiamo imparato molto giocandoci. Non giocherei mai in un'altra squadra qui alle Fær Øer! Non gioco semplicemente per il KÍ, ma per il KÍ KVINNUR, qualcosa di cui sono molto orgogliosa".

Nella tua carriera hai giocato in molto ruoli, attaccante, centrocampista, ala. C’è un ruolo in cui ti trovi meglio?

"Devo dire che quando ero più giovane adoravo giocare in attacco. Adesso non importa. Sono più forte in attacco che in difesa. E mi viene sempre facile creare occasioni da gol".

Immaginiamo il futuro. Pensi che un giorno le nazionali maschili e femminili feroesi possano centrare i risultati ottenuti dalle nazionali islandesi, quindi qualificandosi per tornei come Europei e Mondiali?

"Il calcio è calcio e tutto è possibile! È incredibile quello che l'Islanda ha conquistato con le nazionali femminili e maschili. Per noi è difficile perché perdiamo molte giocatrici ogni anno. Se trovassimo un modo per far rimanere le giocatrici potremmo riuscire a migliorarci. Quindi incrociamo le dita".

L’addio al calcio giocato speriamo sia ancora lontano per te. In futuro, però, ti piacerebbe rimanere nel mondo del calcio o vorresti intraprendere qualcosa di diverso?

"Rimarrò sicuramente nel calcio. Sono stata un'allenatrice giovanile per 15 anni e magari avrò l'opportunità di allenare il KÍ KVINNUR un giorno".